Manel.

Adottato da Reputation management srl

[inglese, crasi di man, “uomo”, e panel, cioè l’insieme delle persone chiamate ai convegni o in altre occasioni istituzionali in cui sia necessario il contributo di persone esperte su un dato tema] Il termine indica i convegni e in generale gli incontri in cui in qualità di esperti siano chiamati come ospiti soltanto uomini. Il fenomeno, ancora frequentissimo, ha a che fare non solo con l’oggettiva (ma sempre più ridotta) scarsità di donne nelle figure apicali (frutto di ostacoli alla carriera delle donne legati al  glass ceiling, allo  sticky floor e a fenomeni analoghi), ma anche con il bias legato alla leadership secondo il quale  autorità e competenza sarebbero “naturalmente” prerogativa degli uomini: quindi chi compila i panel non bada al bilanciamento della rappresentanza, non lo considera un requisito. Ha a che fare inoltre con il bias ancora molto radicato legato all’universalità del pensiero maschile: mentre il pensiero e le competenze maschili sarebbero universali, quindi riguardano tutte le persone, il pensiero e le competenze femminili sono ritenute parziali e dunque possono interessare solo il pubblico femminile. Fa parte di quei fenomeni (insieme a  mansplaining,  manterrupting,  manspreading e ad altri) in cui il bias legato all’autorità maschile fa sì che non si riconosca la competenza delle donne, né si comprenda che la rappresentanza, il dibattito e i modelli non solo riguardano democraticamente tanto gli uomini quanto le donne, ma sono anche fondamentali per restituire pluralità di punti di vista ed equilibrio nella produzione dei contenuti e delle riflessioni che riguardano la vita civile e la produzione di conoscenza. 

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