Maschiaccio.

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Termine dispregiativo (maschio + suffisso peggiorativo -accio) con cui si indica una bambina o una ragazza che si comporta in modo ritenuto non compatibile con il  genere femminile, bensì adeguato invece al genere maschile. Si identificano come “maschili” interessi come lo  sport, i giochi all’aperto, la velocità, la matematica, la robotica, i  videogame, la compagnia di altri maschi, il linguaggio sboccato, l’ abbigliamento largo e casual o sportivo. I maschiacci mostrerebbero invece disinteresse per attività “tipicamente femminili” quali il  make up, lo shopping, le storie romantiche ecc. In molti film rivolti al pubblico femminile, i cosiddetti  chick flick, le protagoniste si comportano spesso come maschiacci all’inizio della narrazione, per femminilizzarsi progressivamente dopo aver conosciuto il partner con cui arriveranno al  lieto fine. In ogni caso, se da un lato le ragazze e le donne che si comportano come maschiacci sono criticate, dall’altro tutto sommato sono tollerate e anche comprese, perché si avvicinano a un ruolo ritenuto portatore di status (si pensi p. es. all’uso da parte di alcune donne di farsi chiamare con il maschile delle professioni per aumentare la propria autorevolezza; cfr.  femminile delle professioni); non accade lo stesso invece per gli uomini che si avvicinano al femminile, perché questo viene ritenuto una diminutio e una riduzione di status (cfr. p. es.  femminuccia,  mammo).

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