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Cda (Consiglio di amministrazione).

Bicicletta.

Adottato da FIAB Torino Bike Pride 

La bicicletta è stata un grande strumento di emancipazione, perché per la prima volta ha consentito alle donne di allontanarsi dallo spazio domestico e di muoversi nello spazio pubblico. Inizialmente, come in molti altri ambiti, l’uso della bicicletta da parte delle donne è stato apertamente osteggiato; le donne in bicicletta erano ritenute donne di dubbia morale, tanto che venivano insultate, aggredite e ci furono persino tentativi di lapidazione. Secondo i medici di allora la bicicletta (come la maratona e come altri sport) avrebbe potuto causare sterilità e problemi di nervi, perché secondo la medicina borghese dell’Ottocento la donna era un organismo fragile, meno forte dell’uomo, quindi non in grado di affrontare quasi alcuno sforzo fisico (salvo continuare a impiegare le donne nei lavori pesanti come la lavandaia, la contadina ecc.). Inoltre l’ abbigliamento ostacolava il movimento delle donne, dall’uso del corsetto alla biancheria pesante (l’intimo poteva pesare anche 5-6 kg) ai cascami di tessuto dei modelli dell’epoca: la bicicletta quindi contribuì alla diffusione di un tipo di indumenti più pratici (come i bloomer) e più adatti al movimento anche per le donne; in quel caso, come di fronte a innovazioni analoghe (p. es. bikini), non mancarono ostilità e riprovazione sociale. Con il tempo le biciclette divennero meno costose e si diffusero in tutte le classi sociali: sorsero dei club femminili che organizzavano viaggi in compagnia per evitare le molestie e il catcalling. Benché sia poco noto, il ciclismo professionista ha visto intrepide cicliste gareggiare e battere record; tra le altre, Hélène Dutrieu, che batté il record dell’ora su pista già nel 1895, Annie Cohen Kopchovsky (detta Londonderry) che fece il primo giro del mondo in bici e Alfonsina Strada, che è tuttora l’unica ciclista ad aver partecipato al Giro d’Italia (gara per soli uomini) nel 1924 e in generale è risultata spesso vincitrice in gare miste. La bicicletta inoltre fu un mezzo di trasporto strategico per le staffette partigiane durante la Seconda guerra mondiale.

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