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consiglio di amministrazione
Cda (Consiglio di amministrazione).

Direttrice d’orchestra.

Adottato da Machiavelli Music

Come dimostrato da Claudia Goldin (premio Nobel per l’economia 2023 per i suoi studi sui fattori chiave delle differenze di genere nel mercato del lavoro), anche la direzione d’orchestra ha visto per molto tempo il monopolio maschile della professione (cfr. blind recruiting). Anche in questo caso, come per altre discipline spesso legate alle steam, le donne hanno avuto molte restrizioni nell’accesso alla formazione, come conseguenza del pregiudizio secondo cui la leadership e il carisma indispensabili per guidare un team fossero necessariamente maschili, e che il lavoro culturale e disciplinato non fosse alla portata delle donne; in particolare nella professione della direttrice d’orchestra ha inciso una certa idea stereotipata di comportamento fisico adeguato per le donne e le ragazze, che doveva essere composto e mai sgraziato, cioè “femminile”, ma ha anche a che vedere con una certa idea di leadership ritenuta una prerogativa maschile e con l’idea che le donne non potessero condurre orchestre, specie se composte da uomini. Lo stesso stereotipo legato all’uso del corpo in relazione agli strumenti musicali ha inciso anche rispetto all’apprendimento di molti strumenti: p. es. alle donne per molto tempo non è stato consentito di suonare la maggior parte degli strumenti a fiato, perché si riteneva che questi le imbruttissero, mentre alcuni strumenti (come il violoncello) sono stati sessualizzati quando suonati dalle donne. L’idea di come dovrebbe funzionare il corpo delle donne e quali cose possano essergli consentite e quali invece no, con vincoli molto stringenti, ha limitato le donne anche nello sport, anche se non ha affatto impedito di destinare le donne a lavori pesanti (purché umili, come le lavandaie). Negli ultimi anni, come è accaduto in molte altre discipline, le direttrici d’orchestra hanno iniziato a diffondersi, anche se nel settore c’è ancora un forte squilibrio di genere. A questa situazione si aggiunga che non solo le donne hanno avuto storicamente molto meno accesso all’istruzione rispetto agli uomini, ma era persino considerato disdicevole “esporsi”, per cui i contributi delle compositrici, così come delle scrittrici, delle pittrici, delle scienziate ecc. è spesso misconosciuto, contribuendo a rafforzare l’idea che la musica, come la scienza e come tutte le discipline “alte”, sia “naturalmente” appannaggio degli uomini.

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