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Cda (Consiglio di amministrazione).

Gattamorta.

Adotta

Termine dispregiativo con cui si indica una donna che sotto un’apparenza ingenua e passiva nasconde la volontà di sedurre un partner (in genere uomo) facendo leva sul suo istinto di protezione. Inizialmente la parola gatta si riferiva all’animale in generale (tanto che nei Promessi sposi di Alessandro Manzoni è padre Cristoforo ad avere un «fare di gatta morta»), ma nel tempo è passato a indicare solo l’atteggiamento languido delle donne, che sedurrebbero in quel modo gli uomini sottraendoli alle legittime mogli e fidanzate. È una figura che metterebbe in evidenza la rivalità tra donne (che secondo il modello patriarcale sarebbero incapaci di essere solidali tra loro; cfr. sorellanza) e la competizione tra loro per l’attenzione dell’uomo. Questa etichetta fa parte della tradizione di figure femminili ritenute pericolose dal punto di vista della seduttività, come la  dark lady, la  femme fatale, la  cougar, la malafemmina, la  mangiauomini, la mantide, la rovinafamiglie, la civetta, la vamp ecc. La numerosità di questi appellativi è un segno di quanto nella nostra cultura sia presente la riprovazione sociale rispetto al potere sessuale delle donne e a come sia loro attribuita la responsabilità dell’attrazione che gli uomini provano nei loro confronti. Un corrispondente maschile di gattamorta nella sua dimensione languida e seduttiva, ma senza la dimensione della necessità di protezione è cascamorto.

 

VEDI ANCHE: Reputazione. Strega.
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