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Cda (Consiglio di amministrazione).

Filantropia femminile.

Adottato da Barbara Negro [per i social invece vorrebbe "Barbara Negro per REVI.TOR S.R.L"]

Benché i me­cenati più noti siano uomini e il percepito comune rispetto alla beneficenza e al finanziamento delle arti riguardi per lo più i maschi, in realtà la filantropia vede una quota consistente di partecipazione femminile: le donne sono state celebri mecenate, hanno gestito  salotti, hanno promosso ambienti artistici, letterari, musicali e in generale si sono occupate spesso di migliorare la vita di intere comunità. P. es. in Svizzera Anna Seiler nel 1354 ha lasciato la propria eredità a una fondazione con cui si è potuto costituire il policlinico universitario di Berna, attivo ancora oggi; Henriette Hertz ha fondato la Bibliotheca Hertziana – Max Planck Institute for Art History; Peggy Guggenheim ha contribuito allo sviluppo dell’arte contemporanea; Marie von Schleinitz fu appassionata mecenate del compositore Richard Wagner; l’imprenditrice Luisa Spagnoli ha costruito uno dei primi esempi di welfare aziendale, organizzando asili nidi aziendali, pediatri e puericultrici e altri servizi per le sue dipendenti; Florence Nightingale creò un servizio di infermiere volontarie durante la guerra di Crimea che fu di ispirazione per Henry Dunant, fondatore della Croce Rossa Internazionale. La filantropia femminile ha contribuito alla costruzione di comunità attraverso la realizzazione personale anche in contesti in cui alle donne non era consentito lavorare. Molte attività filantropiche, storicamente, si sono concentrate sulle bambine e sulle donne (p. es. rispetto alle cosiddette  ragazze madri), come sforzo per sopperire alla condizione svantaggiata delle donne nella società. La filantropia femminile oggi ha preso nuove forme, concentrandosi su arte, educazione dell’infanzia, avvicinamento alle  steam, microcredito, salute delle donne (cfr.  medicina di genere),  imprenditoria femminile ecc. 

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