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Cda (Consiglio di amministrazione).

Glass cliff.

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Fenomeno per cui le donne si trovano ad avere maggiori occasioni in termini di ascesa di carriera e di leadership femminile in momenti in cui le aziende o le istituzioni si trovano in condizioni di crisi profonda, in cui quindi l’incertezza è molto elevata e le possibilità di successo sono scarse, mentre è concreto il rischio di fallimento. Il fenomeno poggia sull’idea che le donne sarebbero più in grado di curare le comunità, spingendo i gruppi a collaborare; tuttavia una volta passato il periodo di crisi, gli errori o le difficoltà affrontate dalle manager sarebbero impiegate come argomento per sostituirle con degli uomini, che secondo il doppio standard sarebbero di default più competenti. L’ espressione sottintende che le donne che fanno carriera in quelle condizioni, invece di rompere il glass ceiling, finiscano per essere sacrificate (cioè buttate giù da una scogliera, appunto) e poi sostituite da un uomo quando la situazione risulta più stabilizzata. Il loro eventuale insuccesso viene poi impiegato (in un fenomeno correlato al gender backlash) per dimostrare che le donne non sono in grado di proporre leadership efficaci, quindi ostacolando ulteriormente le spinte verso gli avanzamenti di carriera delle donne. Alcuni esempi di donne che hanno affrontato il glass cliff sono p. es. Margaret Thatcher e Theresa May in Inghilterra, Dame Jenny Shipley in Nuova Zelanda, o Deborah Thomas in Australia; in Italia è molto noto il caso della manager Marisa Bellisario, a cui nel 1981 venne affidato il lavoro di ristrutturazione di Italtel, che raggruppava 30 aziende elettromeccaniche (tutte in grave passivo) e circa 30mila operatori, affrontando anche le ostilità dei sindacati: Bellisario, tuttavia, fu in grado di ripianare i conti dell’azienda e costituisce un caso di successo.

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