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Cda (Consiglio di amministrazione).

Strega.

Adottato da Mauro Ferrari

Personaggia soprannaturale della mitologia popolare che ha l’aspetto di una donna (talvolta giovane, talvolta anziana), pratica la magia nera ed è di indole malevola; talvolta (ma non sempre) è correlata con forze diaboliche. La strega è la versione malvagia della fata, che invece identifica una donna di indole benevola e portatrice di doni (spesso descritta e rappresentata come più giovane e bella). Nella strega è presente la dimensione sessuale (si dice p. es. che è la sposa del demonio), assente invece nella fata; sempre alla dimensione sessuale sono connessi i sabba delle streghe, cioè convegni notturni di tipo orgiastico spesso tenutisi all’aperto. Le streghe sono ritenute portatrici di un sapere malvagio, e quindi pericolose; per diversi secoli alcune donne furono accusate di stregoneria e processate da appositi tribunali, con conseguenze spesso nefaste. Le donne accusate di stregoneria erano ritenute infanticide (poiché spesso erano ostetriche e aiutavano le donne incinte; cfr. figlicidio, mammana, ostetrica), capaci di rendere sterili i campi e impotenti gli uomini, di avvelenare ecc. Erano donne che molto spesso possedevano una conoscenza alternativa a quella maschile (p. es. legata alla ginecologia, al potere farmacologico delle erbe ecc.). La strega costituisce un archetipo della conoscenza femminile pericolosa per il potere del maschio, come in altri contesti un analogo è costituito dalla prostituta: secondo la partigiana e scrittrice Joyce Lussu, la strega è l’esorcizzazione del femminile, visto come fantasma del maschile: nel contesto dell’affermazione del potere maschile autoritario, la sopravvivenza dei culti arcaici correlati con la fecondità, il dionisiaco (presente anche in altre figure, come le baccanti) e il potenziale energetico incontrollato (delimitato poi nella figura dell’ isterica) sono tutti elementi da estirpare. In un contesto in cui le istituzioni religiose e civili (che tra Medioevo ed Età moderna sono fortemente intrecciati) ruotano attorno alla centralità di Dio padre, donne, minoranze religiose, chi porta avanti il pensiero scientifico e razionale e tutte le figure che mettono in discussione il potere della religione e dei suoi emissari sono sottoposti a controllo sociale e politico e subiscono persecuzioni. Obiettivi analoghi di contenimento sociale sono ottenuti con mezzi come lo stupro correttivo, la violenza sessuale, il gossip, lo slut shaming e altri fenomeni correlati con il controllo. CACCIA ALLE STREGHE. Con questa locuzione si identifica la persecuzione attuata nell’arco di diversi secoli (dalla fine del xv secolo al xviii secolo) da parte della Chiesa cattolica e protestante in diversi Paesi (non solo in Europa: un caso molto celebre è la caccia alle streghe tenutasi a Salem nel Massachusetts tra il febbraio del 1692 e il maggio del 1693). I primi accenni alla stregoneria e alla condanna non della magia in sé, ma dei danni che può arrecare, si trovano nel Codice di Hammurabi. In Europa il tribunale della Santa inquisizione si occupava di verificare l’ortodossia religiosa nei confronti di minoranze (come quelle dei càtari e dei valdesi), di perseguitare persone musulmane, ebree e chi praticava la sodomia, ma anche le donne che non si conformavano al ruolo sociale loro attribuito e per questo erano accusate di essere delle streghe colluse con il demonio. Le accuse di stregoneria avevano la funzione di mantenere il controllo della società tramite la paura, e di eliminare eventuali forze di opposizione o anche solo in grado di mettere in discussione il potere e l’autorità, nonché di incamerare i beni sottratti alle persone condannate. L’obiettivo generale della caccia alle streghe era il controllo della popolazione (specie femminile) e dei suoi comportamenti: per spingerle a non deviare rispetto a maternità e sessualità controllata era necessario dominarle. La storica, filosofa e attivista Silvia Federici evidenzia il collegamento tra capitalismo e persecuzione delle donne: ridurne la mobilità nello spazio pubblico e controllare il loro corpo e la loro volontà riproduttiva, distruggendo il potere costituito dal sapere femminile rispetto a contraccezione ed esperienza tramandata dalle altre donne (che viene così disperso), furono azioni funzionali alla creazione di un femminile in cui essere mogli e madri silenti e obbedienti era l’unico modo per sopravvivere. La Santa inquisizione è stata attiva per 500 anni e secondo alcune stime generò oltre 110mila processi; secondo lo storico Brian P. Levack il 55% dei processi si concluse con un’esecuzione, generando quindi circa 60mila decessi, e l’80% delle persone accusate era di sesso femminile. Le condanne furono molto numerose nel Nord Europa (Germania, Francia, Polonia, Gran Bretagna) ed è ancora piuttosto difficile calcolare l’estensione del fenomeno, anche a causa di documenti mancanti (talvolta anche bruciati dagli stessi tribunali, per evitare campagne anticlericali). Per estensione, l’espressione caccia alle streghe è passata a indicare qualsiasi persecuzione di persone o gruppi di persone per le loro idee politiche o per la loro stessa identità (come la persecuzione degli intellettuali progressisti negli Stati Uniti durante il maccartismo negli anni Cinquanta del xx secolo). Le femministe hanno rivendicato il ruolo dissacratore e di contrasto al patriarcato delle figure delle streghe (p. es. nello slogan tremate tremate le streghe son tornate, cfr. slogan femministi), riappropriandosi dell’eredità di conoscenza e di indipendenza rappresentata da queste figure.

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